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Nessuno | 1ª ed
  diLuciano De Crescenzo
 
Casa Editrice   Mondadori  

EAN   8804454156

Sezione   Mitologia

Prezzo   € 7.8
 

Che cosa facevano i ricchi dopo cena, otto secoli prima di Cristo? Ascoltavano un cantautore, possibilmente cieco, che in cambio del cibo o di qualche regalino raccontava storie a puntate, brulicanti di guerrieri valorosi come Rambo, di dèe e donne innamorate, di incantesimi, di truci delitti, di viaggi per terra e per mare. Le più belle avevano come protagonista Ulisse, che a quei tempi veniva chiamato Odisseo. Gli altri eroi erano sì valorosi, ma anche un po' sempliciotti e prevedibili; Ulisse, invece, aveva tutti i pregi e i difetti che un uomo deve avere: era coraggioso, bugiardo, amante dell'avventura, attaccato alla famiglia, traditore, curioso, imbroglione, astuto, farabutto, intelligente e, come dicono i milanesi, "cacciaballe". Per questo uomini e donne provavano tanto piacere quando udivano raccontare le sue imprese. Luciano De Crescenzo ha voluto rinfrescare questo piacere traducendo (a modo suo) l'Odissea, il grande poema dedicato alle avventure di Ulisse. Prendere in mano questo suo nuovo libro è come sedersi in una sala dove la voce del cantastorie si leva per parlare ancora una volta della morbosa Calipso, di Telemaco, della bella Nausicaa, del cavallo di Troia, del ciclope Polifemo che Ulisse ingannò dicendo di chiamarsi Nessuno, di una visita nel regno sotterraneo dell'Ade, delle Sirene, del ritorno a Itaca, dei Proci, di Penelope e di tutto il resto. Ma la voce del cantastorie è quella arguta di De Crescenzo, che di tanto in tanto sospende il discorso per divagare e trasforma le avventure di Ulisse in un intrattenimento dei suoi. L'ultima parte del libro, intitolata 'Contro Ulisse', raccoglie uno di quei dossier che sono sempre circolati sui personaggi in vista. Sono storie che nell'Odissea non compaiono, ma che i Greci antichi raccontavano con maligno piacere e in cui l'eroe di Itaca rimedia una brutta figura dopo l'altra.  


  
 
 
 
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