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Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfet ...
 
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Puerto Plata Market | 1ª ed
  diAldo Nove
 
Casa Editrice   Einaudi  

EAN   8806142119

Sezione   Romanzi contemporanei

Prezzo   € 7.23
 

Gli appetiti smisurati e senza vergogna di un trentenne rimasto bambino: erotismo a fumetti, snack a basso costo e giocattoli tecnologici. Tutti in salsa 'merengue'. Michele ha la maturità classica, è rimasto sei anni disoccupato e adesso fa "materie plastiche vicino a Gornate". Ama soprattutto 'Beautiful', il "porno che vedi tutto", la Juve di Lippi. E andare all'Ikea di Cinisello Balsamo. Il suo ideale è la Svizzera, dove il padre lo portava il sabato a far benzina e a comprare il Toblerone. Poiché, "a trent'anni, è il momento di metter su famiglia", e la sua Marina l'ha tradito, parte per Puerto Plata dove, di sicuro troverà l'amore. Che è come il gratta e vinci. Aldo Nove, per rivelarci i segreti inconfessabili del suo protagonista, inventa una lingua corrotta eppure smagliante, in cui il nome di un'amata merendina, di una puttana caraibica, di un attancante juventino si innervano dolcemente su vaghezzze pseudofilosofiche new-age, o sulla trama di un telefilm o di un cartone animato, visti come testi sapienziali, in un continuo esilarante borborigma. A questa voce lo scrittore alterna quelle originali di personaggi incontrati per le strade di Puerto Plata e pezzetti di giornale o di guida turistica. Il risultato è una polifonia struggente e nevrotica, dove la felicità di narrare fa esplodere in mille pezzi ogni senso comune, ogni rassicurante favola sulla nostra realtà. E la fuga di Michele in un mondo 'periferico' e con l'orologio un po' indietro rispetto all'Italia, come Puerto Plata, diventa anche il modo più adatto per far emergere tutto il dolore che c'è dietro l'incantato ma anche straccione Paese dei Balocchi e delle Merci, l'unico luogo, o forse non-luogo, in cui Michele - come tanti che erano bambini negli anni Settanta - è finora vissuto.  


  
 
 
 
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