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Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfet ...
 
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Lettera a un insegnante | 1ª ed.
  diVittorino Andreoli
 
Casa Editrice   Rizzoli  

EAN   8817009911

Sezione   Psicanalisi e Psicologia

Prezzo   € 9.5
 

"Un sentimento profondo ci accomuna: entrambi amiamo i ragazzi, che devono essere educati a crescere, a maturare, a vivere". La scuola deve essere per i giovani un luogo protetto in cui provare ad allargare le ali, in cui cominciare a vivere in gruppo imparando a sviluppare le capacità razionali ma anche gestire l'emozione e i sentimenti. Questa Lettera si rivolge all'insegnante, che occupa un ruolo centrale - anche se scioccamente misconosciuto - nella vita delle comunità. È proprio sulla sacralità di questo ruolo che Vittorino Andreoli insiste esortando a rivalutare un mestiere fondamentale per ogni società che voglia definirsi civilmente avanzata e che sappia portare i giovani entro un mondo vasto e comune. Con la consueta passione e con l'equilibrio che gli deriva dall'esperienza, Andreoli lancia a tutti una grande sfida: prima ancora che nel fornire una istruzione di qualità nelle singole materie, la rivoluzione che può e deve compiere l'insegnante oggi sta nel credere fino in fondo nella funzione educativa del proprio lavoro. Gli insegnanti influiscono moltissimo sulla percezione che i ragazzi hanno di sé e del mondo. E giorno dopo giorno, ora dopo ora, hanno l'occasione di fornire loro idee e modelli di comportamento che possono aiutarli a orientarsi nelle acque agitate e difficili del nostro tempo. Queste non sono pagine utopistiche, anzi, presentano la vita scolastica in tutta la dinamica e complessità delle relazioni, senza ignorare i limiti imposti dal sistema attuale, la fatica della convivenza nella sala docenti, nelle aule, con le famiglie. Nello stesso tempo, però, lasciano intravedere la concreta possibilità di trasformare la classe in una piccola orchestra in cui ogni strumento, ogni voce sappia fare la propria parte per una sonata d'insieme. Andreoli legge con acutezza la realtà ma non rinuncia a credere nell'ideale, e con il suo stile schietto, intenso e pieno di affetto, invita a promuovere un rapporto maestro - allievo, ma soprattutto insegnante - classe, più impegnativo e insieme più gratificante. Un rapporto profondo e attento, capace di guidare, accogliere, ascoltare. E anche evitare, laddove sia possibile, le storie estreme e tristi di molti giovani. È così che la vera lezione della scuola, trasformandosi in esperienza, diventa: conosci te stesso e impara a vivere insieme agli altri.  


  
 
 
 
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